Deframmentare il disco rigido
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Deframmentare il disco rigido


Molti avranno sentito parlare di deframmentazione, ma probabilmente pochi sapranno quali procedure sono necessarie per portare a termine questa importante operazione.

Il normale utilizzo del computer richiede la continua cancellazione e scrittura di nuovi file. Ogni qualvolta si cancella un qualsiasi dato dal disco fisso, vengono liberati degli spazi che vengono riempiti con l'installazione di nuovi file. Questi dati vengono scritti in minuscole aree chiamate cluster. Il problema è che i file non vengono scritti sequenzialmente sul disco, ma vengono allocati nei primi spazi liberi rilevati. Ne consegue che un file può venire spezzettato e scritto in parti del disco anche molto distanti tra di loro con il conseguenziale rallentamento delle operazioni. Il salvataggio dei file in aree non contigue ne determina la frammentazione. Il file system adottato come standard a partire da Windows XP, cerca di memorizzare i file come un unico insieme, ma esistono però dei contesti che non è in grado di gestire. E' il caso ad esempio di un file relativo a un documento, se viene modificato e man mano aumenta di dimensioni, rispetto a quello salvato originariamente, le modifiche vengono memorizzate in un altro punto del disco.



Quando il file è frammentato, la testina di lettura/scrittura dell'Hard Disk deve quindi riposizionarsi continuamente e percorrere lunghi tragitti per leggere l'intero file. Per leggere il file completo, il disco rigido deve spendere tempo e risorse per spostare il braccio verso parti anche molto distanti tra loro. Oltre al problema di rallentamento del disco, i file frammentati possono inoltre ridurre la capacità di recupero di eventuali dati cancellati.

Anche la semplice navigazione in Internet crea parecchia frammentazione, per via dei file che il browser carica nella cache. Pochi minuti di navigazione in rete sono sufficienti ad accumulare centinaia di file. La perdita di velocità è determinata anche dal file di paging, la parte dell'hard disk (memoria virtuale) utilizzata da Windows quando la Ram non è sufficiente. Il sistema li cancella quando non servono più, ma rimangono sempre delle tracce che con il tempo ne causano la frammentazione.

Nell'immagine sottostante proponiamo uno schema grafico di come si presenta l'interno di un ipotetico disco fisso contenente diversi file frammentati. Le parti in blu identificano i file contigui non frammentati, quelle in rosso i file frammentati e quelle bianche gli spazi liberi. Supponendo che i segmenti in rosso siano tutti parte dello stesso file, è evidente che il braccio attuatore dell'hard disk è costretto a spostarsi decine di volte (mentre il piatto gira) per leggere tutto il file, a discapito delle prestazioni e costringendo l'utente a lunghe attese. L'unica alternativa a questo punto è la deframmentazione.



Dopo aver deframmentato il disco rigido, i file vengono ricomposti in modo unico e scritti in modo contiguo. L'immagine che segue offre un'idea di come si presenta lo stesso disco dopo la deframmentazione.



Dopo questa ampia premessa, emerge quanto sia importante la deframmentazione per avere il disco fisso, e di conseguenza, il sistema sempre in ottima forma. Come deframmentare? Sia Windows XP, Vista e Windows 7 dispongono di utilità di deframmentazione integrate nel sistema operativo. Esistono poi numerose soluzioni software di terze parti.



Deframmentare il disco rigido
Deframmentare con Windows XP
Deframmentare con Windows Vista
Deframmentare con Windows 7
Programmi per la deframmentazione

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