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Nonostante gli esili segnali
positivi riscontrati nel primo trimestre 2004,
il mercato italiano dell'informatica e delle telecomunicazioni
(Ict) non riesce a ripartire. La crescita dell'intero
mercato si è attestata al di sotto dello
0,1%, a fronte di una incremento medio mondiale
del 3,2%. E' quanto emerge dal Rapporto Annuale
presentato da Assinform, l'associazione che raggruppa
i produttori di contenuti, tecnologie e servizi
per l'informazione e la comunicazione.
Il Rapporto, alla sua 35a edizione, ha posto in
evidenza una condizione complessa: se da una parte
si rileva un incremento nella diffusione dell'ICT
rispetto al 1999 e dall'altra emerge una situazione
di difficoltà, dovuta ad un mercato che
da un paio di anni non riesce a reggere i ritmi,
soprattutto nel comparto dell'informatica.
Pur registrando dei segnali di timida ripresa
nel primo trimestre 2004, con una crescita della
spesa ICT dell'1,5%, resta una fase di incertezza
per il fatto che l'informatica mostri ancora un
calo dell'1,4%.
Il Presidente di Assinform, Pierfilippo Roggero,
ha commentato: "La spesa in informatica oggi
non supera in percentuale il 2 per cento del PIL,
contro il 3,8 degli Stati Uniti e il 3% circa
di Germania, Regno Unito e Francia, e questo spiega
in buona parte la perdita di competitività
e di dinamismo del nostro sistema-paese, e a quest'ultimo
riguardo si pensi che in Italia ci sono circa
4,2 milioni di imprese e che, tolte le 22 mila
che superano i 49 dipendenti, 2,5 milioni risultano
informatizzate con investimenti mediamente molto
contenuti (1.500 euro di media, per impresa),
mentre ben 1,6 milioni di microimprese non risultano
neppure informatizzate."
"Tutto questo si ripercuote a livello di
sistema, con difficoltà d'interazione che
riducono vieppiù i margini per crescere
e investire. E' interesse di tutti che la domanda
ICT riprenda e sia condivisa anche dalle imprese
minori - ha sottolineato Roggero - E perché
ciò avvenga è necessario creare
nuove regole di accesso al credito, semplificare
il ricorso ai finanziamenti pubblici, rivedere
criteri impositivi penalizzanti, come quelli adottati
per l'IRAP, favorire di più gli investimenti
in formazione. E anche accelerare lo sviluppo
dell'e government, che è centrale per la
diffusione dell'ICT, ma che ancora non è
oggetto di un volume d'investimenti commisurato
alle sue reali potenzialità".
Maggiori informazioni e dati completi Assinform
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