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26 giugno 2004

Sentenza a Napoli: mille euro per spamming.
Mille euro di risarcimento danni, più 750 euro di spese legali ed inoltre la pubblicazione della sentenza sui maggiori quotidiani nazionali, sono il risultato di una sentenza esemplare che identifica così il "danno da spamming".

Mille euro di risarcimento danni, più 750 euro di spese legali ed, inoltre, la pubblicazione della sentenza sui maggiori quotidiani nazionali, sono il risultato di una sentenza esemplare che identifica così il "danno da spamming". Sotto accusa è finita una e-mail di posta indesiderata inviata a una mailing list di un migliaio di persone, che hanno subìto in questo modo un' illegale invadenza nella loro sfera privata.

La sentenza è stata emessa nei confronti di un'azienda di articoli sportivi da un Giudice di Pace di Napoli, che nelle sue motivazioni scrive: "I messaggi pubblicitari di posta elettronica non richiesti e non preventivamente autorizzati rappresentano una violazione della legge sulla privacy e la società che li invia deve rispondere del comportamento illecito dei propri dipendenti. L'invio di posta elettronica indesiderata "è illegittimo" sotto due profili: da un lato per la scorrettezza e l'illiceità del trattamento dei dati personali e dall'altro perché provoca una illegittima intrusione nella sfera privata del soggetto destinatario, e ciò costituisce una lesione della sua riservatezza, com stabilito anche dal Garante per la Privacy".

Per queste motivazioni il giudice risarcendo "in via equitativa il danno patrimoniale e il danno morale", ha ordinato la pubblicazione del provvedimento a spese dell'azienda, sui quotidiani Corriere della Sera, La Repubblica, Il Giornale, Il Messaggero e sui settimanali Panorama ed Espresso.

La causa era stata intentata dall'avvocato Angelo Pisani, del movimento "Noi Consumatori", che commentando l'epilogo della vicenda ha dichiarato: "La sentenza ha sostanzialmente anticipato, con una tutela giurisdizionale, i "filtri informatici" che la Microsoft sta studiando proprio per difendersi dallo spamming. Questo dimostra che il problema esiste ed è più grave di quanto possa apparire".






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