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Business Software Alliance
(BSA) ha pubblicato i risultati della ricerca
"2003 Global Piracy Study" condotta
da IDC, da cui si evince un tasso di pirateria
software nell'Unione Europea pari al 37%. Il costo
di questo fenomeno, superiore agli 8 miliardi
di euro , grava sui publisher software nazionali
e internazionali. I risultati confermano come
la pirateria software continui a rappresentare
una difficile sfida nell'Unione Europea, un problema
sempre più rilevante secondo i dati di
IDC .
Beth Scott, Vice President di
BSA EMEA, ha commentato: "Questo dato conferma
come la regione non stia riuscendo a capitalizzare
i vantaggi che anche una riduzione del 10% nella
pirateria software potrebbe apportare entro il
2006 - compresi 250.000 nuovi posti di lavoro
e oltre 18 miliardi di dollari in entrate fiscali"
.
Condotto per la prima volta
da IDC, società specializzata in ricerche
tecnologiche, il nuovo studio BSA sulla pirateria
analizza i principali segmenti del mercato software,
come i sistemi operativi, software consumer e
software sviluppato sui mercati locali. L'inclusione
di queste nuove categorie dipinge un quadro più
ampio e accurato del problema della pirateria
software.
Beth Scott ha proseguito affermando:
"La ricerca di IDC indica chiaramente che
i produttori software nazionali europei sono colpiti
dalla pirateria tanto quanto i produttori internazionali.
E non è tutto: i costi si riflettono sulla
catena distributiva di tutti i 25 Stati membri.
Di fronte a un potenziale guadagno così
grande esiste un'opportunità colossale,
in particolare se i mercati emergenti dell'Unione
allargata si potranno sviluppare in un ambiente
maggiormente orientato alla creatività
che consenta di realizzare tutto il loro potenziale".
Per la sua analisi, IDC ha attinto
ai dati mondiali relativi alle vendite di hardware
e software, ha condotto più di 5.600 interviste
in 15 Paesi e ha utilizzato i propri analisti
presenti in tutto il mondo per valutare le condizioni
locali dei vari mercati. IDC ha identificato il
tasso di pirateria e il valore del software pirata
utilizzando dati in suo possesso sulle vendite
di PC, software e licenze di tutti gli operatori
del settore in 86 Paesi.
Steven Frantzen, Vice President
of IDC CEMA (Central and Eastern Europe, Middle
East and Africa), ha commentato: "Per ogni
dollaro di software venduto, altri 1-2 dollari
vengono spesi a favore di aziende nazionali specializzate
in personalizzazione, servizi e distribuzione,
a dimostrazione di quanto le economie locali abbiano
da guadagnare da una riduzione della pirateria".
Gli autori locali di software
e i mercati emergenti hanno di fronte a loro un'enorme
opportunità e una difficile sfida per abbattere
la barriera della pirateria e realizzare il loro
potenziale di crescita, così come dimostrato
dai commenti dei rappresentanti nazionali di BSA.
La percentuale di software pirata in Italia è
stata stimata nel 49% (a fronte di una media globale
del 36%), corrispondente a un valore di quasi
913 milioni di euro (circa 1.127 milioni di dollari).
A tale proposito, Gianandrea
De Bernardis, Amministratore Delegato di Teamsystem,
ha dichiarato: "È certo che un maggior
rispetto nei confronti della proprietà
intellettuale porterebbe a effetti positivi per
l'economia italiana: superiori livelli di fatturato
e nuovi posti di lavoro".
"La pirateria è
senza dubbio una piaga da debellare con determinazione
e impegno continui, anche se occorreranno diversi
anni prima di riuscire a ottenere una vittoria
completa" prosegue Mariateresa Paroli, Amministratore
Delegato di HIT. "A nostro parere BSA, soprattutto
negli ultimi anni, ha contribuito a sensibilizzare
l'opinione pubblica e a creare un maggior senso
di responsabilità nei confronti della proprietà
intellettuale. Per noi è stato molto importante
essere membri dell'associazione e ricevere informazioni
costanti e documentazione da allegare ai prodotti
venduti: ritengo che sia servito a creare consapevolezza
nei clienti".
"La nostra area di attività,
molto tecnica ed eminentemente business to business,
ci rende esposti soprattutto alla pirateria informatica
nelle forme dell'illecita duplicazione e dell'hard
disk loading", afferma Stefano Turi, Direttore
Commerciale di WRQ per i mercati italiano e spagnolo.
"Abbiamo scelto di aderire a BSA Italia,
consapevoli di quanto l'associazione da anni sta
facendo localmente per contrastare il fenomeno,
affinché ora possa contare anche sul nostro
impegno diretto".
In risposta allo studio, BSA
ha annunciato un piano strategico in cinque punti
che affronta il problema della pirateria software
nell'Unione Europea:
1. Rispetto: generare rispetto
verso la proprietà intellettuale, iniziando
dai giovani con attività in tutte le scuole,
università e aziende europee;
2. Fiducia: aumentare la fiducia
nei confronti del settore per incoraggiare un'ininterrotta
attività di ricerca e sviluppo per sostenere
l'investimento e la crescita dell'economia digitale
in Europa;
3. Sicurezza: assicurare che
tutte le aziende comprendano le possibili implicazioni
di una scarsa sicurezza e l'importanza di creare
un ambiente lavorativo sicuro e legale;
4. Crescita e innovazione: incoraggiare
un'implementazione efficace e rapida di politiche
e leggi studiate per creare un comparto software
vivace e un ambiente favorevole all'innovazione;
5. Centralità delle attività
SAM: migliorare la gestione del software in azienda
(Software Asset Management) in quanto risorsa
cruciale per il business.
"Sebbene i tassi di pirateria
nella regione europea siano allineati con quelli
globali, l'Europa Occidentale è l'area
che subisce le perdite economiche più gravi
a causa della pirateria: più di 8 miliardi
di euro", ha affermato ancora Steven Frantzen
di IDC. "Benché si assista a segnali
incoraggianti, c'è ancora molto lavoro
da fare affinché vengano adeguatamente
tutelati i diritti di tutti gli sviluppatori di
software".
"Il nostro piano d'azione
in cinque punti può aver successo solo
con il sostegno dei governi europei", ha
proseguito Beth Scott. "Concreti miglioramenti
possono avvenire solo per mezzo di radicali cambiamenti
legislativi e con il supporto da parte del settore
pubblico, a tutti i livelli, a favore della proprietà
intellettuale e dei settori creativi".
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