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08 luglio 2004



Pirateria, 8 miliardi di euro il giro di affari nell'UE

Business Software Alliance stima che la percentuale di software pirata in Italia sia del 49% (circa 913 milioni di euro) rispetto a una media mondiale del 36%, e annuncia un piano d'azione in cinque punti per combattere la pirateria informatica in Europa

Business Software Alliance (BSA) ha pubblicato i risultati della ricerca "2003 Global Piracy Study" condotta da IDC, da cui si evince un tasso di pirateria software nell'Unione Europea pari al 37%. Il costo di questo fenomeno, superiore agli 8 miliardi di euro , grava sui publisher software nazionali e internazionali. I risultati confermano come la pirateria software continui a rappresentare una difficile sfida nell'Unione Europea, un problema sempre più rilevante secondo i dati di IDC .

Beth Scott, Vice President di BSA EMEA, ha commentato: "Questo dato conferma come la regione non stia riuscendo a capitalizzare i vantaggi che anche una riduzione del 10% nella pirateria software potrebbe apportare entro il 2006 - compresi 250.000 nuovi posti di lavoro e oltre 18 miliardi di dollari in entrate fiscali" .

Condotto per la prima volta da IDC, società specializzata in ricerche tecnologiche, il nuovo studio BSA sulla pirateria analizza i principali segmenti del mercato software, come i sistemi operativi, software consumer e software sviluppato sui mercati locali. L'inclusione di queste nuove categorie dipinge un quadro più ampio e accurato del problema della pirateria software.

Beth Scott ha proseguito affermando: "La ricerca di IDC indica chiaramente che i produttori software nazionali europei sono colpiti dalla pirateria tanto quanto i produttori internazionali. E non è tutto: i costi si riflettono sulla catena distributiva di tutti i 25 Stati membri. Di fronte a un potenziale guadagno così grande esiste un'opportunità colossale, in particolare se i mercati emergenti dell'Unione allargata si potranno sviluppare in un ambiente maggiormente orientato alla creatività che consenta di realizzare tutto il loro potenziale".

Per la sua analisi, IDC ha attinto ai dati mondiali relativi alle vendite di hardware e software, ha condotto più di 5.600 interviste in 15 Paesi e ha utilizzato i propri analisti presenti in tutto il mondo per valutare le condizioni locali dei vari mercati. IDC ha identificato il tasso di pirateria e il valore del software pirata utilizzando dati in suo possesso sulle vendite di PC, software e licenze di tutti gli operatori del settore in 86 Paesi.

Steven Frantzen, Vice President of IDC CEMA (Central and Eastern Europe, Middle East and Africa), ha commentato: "Per ogni dollaro di software venduto, altri 1-2 dollari vengono spesi a favore di aziende nazionali specializzate in personalizzazione, servizi e distribuzione, a dimostrazione di quanto le economie locali abbiano da guadagnare da una riduzione della pirateria".

Gli autori locali di software e i mercati emergenti hanno di fronte a loro un'enorme opportunità e una difficile sfida per abbattere la barriera della pirateria e realizzare il loro potenziale di crescita, così come dimostrato dai commenti dei rappresentanti nazionali di BSA. La percentuale di software pirata in Italia è stata stimata nel 49% (a fronte di una media globale del 36%), corrispondente a un valore di quasi 913 milioni di euro (circa 1.127 milioni di dollari).

A tale proposito, Gianandrea De Bernardis, Amministratore Delegato di Teamsystem, ha dichiarato: "È certo che un maggior rispetto nei confronti della proprietà intellettuale porterebbe a effetti positivi per l'economia italiana: superiori livelli di fatturato e nuovi posti di lavoro".

"La pirateria è senza dubbio una piaga da debellare con determinazione e impegno continui, anche se occorreranno diversi anni prima di riuscire a ottenere una vittoria completa" prosegue Mariateresa Paroli, Amministratore Delegato di HIT. "A nostro parere BSA, soprattutto negli ultimi anni, ha contribuito a sensibilizzare l'opinione pubblica e a creare un maggior senso di responsabilità nei confronti della proprietà intellettuale. Per noi è stato molto importante essere membri dell'associazione e ricevere informazioni costanti e documentazione da allegare ai prodotti venduti: ritengo che sia servito a creare consapevolezza nei clienti".

"La nostra area di attività, molto tecnica ed eminentemente business to business, ci rende esposti soprattutto alla pirateria informatica nelle forme dell'illecita duplicazione e dell'hard disk loading", afferma Stefano Turi, Direttore Commerciale di WRQ per i mercati italiano e spagnolo. "Abbiamo scelto di aderire a BSA Italia, consapevoli di quanto l'associazione da anni sta facendo localmente per contrastare il fenomeno, affinché ora possa contare anche sul nostro impegno diretto".

In risposta allo studio, BSA ha annunciato un piano strategico in cinque punti che affronta il problema della pirateria software nell'Unione Europea:

1. Rispetto: generare rispetto verso la proprietà intellettuale, iniziando dai giovani con attività in tutte le scuole, università e aziende europee;

2. Fiducia: aumentare la fiducia nei confronti del settore per incoraggiare un'ininterrotta attività di ricerca e sviluppo per sostenere l'investimento e la crescita dell'economia digitale in Europa;

3. Sicurezza: assicurare che tutte le aziende comprendano le possibili implicazioni di una scarsa sicurezza e l'importanza di creare un ambiente lavorativo sicuro e legale;

4. Crescita e innovazione: incoraggiare un'implementazione efficace e rapida di politiche e leggi studiate per creare un comparto software vivace e un ambiente favorevole all'innovazione;

5. Centralità delle attività SAM: migliorare la gestione del software in azienda (Software Asset Management) in quanto risorsa cruciale per il business.

"Sebbene i tassi di pirateria nella regione europea siano allineati con quelli globali, l'Europa Occidentale è l'area che subisce le perdite economiche più gravi a causa della pirateria: più di 8 miliardi di euro", ha affermato ancora Steven Frantzen di IDC. "Benché si assista a segnali incoraggianti, c'è ancora molto lavoro da fare affinché vengano adeguatamente tutelati i diritti di tutti gli sviluppatori di software".

"Il nostro piano d'azione in cinque punti può aver successo solo con il sostegno dei governi europei", ha proseguito Beth Scott. "Concreti miglioramenti possono avvenire solo per mezzo di radicali cambiamenti legislativi e con il supporto da parte del settore pubblico, a tutti i livelli, a favore della proprietà intellettuale e dei settori creativi".

 




Fonte Imageware

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