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venerdì 17 novembre 2006

Agcom e Antitrust: rimodulare i costi di ricarica



Probabilmente i consumatori vedranno soddisfatte le loro richieste. In un comunicato diffuso ieri da Agcom e Antitrust, a seguito della conclusione dell'indagine conoscitiva sui costi di ricarica, si legge che "Occorre un intervento di rimodulazione sul contributo di ricarica dei cellulari per restituire alla concorrenza tutte le componenti di prezzo della telefonia mobile e ottenere in prospettiva rilevanti riduzioni delle tariffe."

In buona sostanza, per le Autorità "la revisione, anche totale, del contributo fisso renderebbe più trasparente le offerte e ne aumenterebbe la comparabilità. Verrebbe inoltre eliminato quel carattere di regressività del costo di ricarica, che incide in misura maggiore sui tagli inferiori, creando effetto distorsivi per i consumatori più deboli."

Il risultato dell'indagine, che verrà ora inoltrato alla Commissione Europea, evidenzia come "il costo di ricarica del credito di telefonia mobile rappresenti un’anomalia italiana, non essendo applicato negli altri Paesi europei."

Risulta molto chiaro che, con tale tributo, i gestori hanno conseguito "nel 2005 ricavi al lordo dei costi per circa 1,7 miliardi di euro, corrispondenti ad oltre il 15% degli introiti complessivi delle SIM prepagate." Nel nostro paese, infatti "oltre il 90% degli utenti si avvale del servizio ricaricabile, rispetto ad una media europea intorno al 50%. Mentre i prezzi al minuto del servizio si sono progressivamente ridotti nel tempo, il contributo di ricarica per i diversi tagli è rimasto inalterato, per tutti gli operatori."

Agcom e Antitrust aggiungono che da questa indagine "emerge peraltro che il contributo di ricarica non ha un diretto e trasparente rapporto con i costi sostenuti dagli operatori per la gestione dei servizi di ricarica, ma rappresenta una componente di prezzo inserita dalle imprese nell’ambito delle loro strategie di pricing." Le Autorità hanno precisato che "l’effetto prodotto dal contributo di ricarica è quello di elevare il prezzo al minuto di una percentuale costante: in sostanza, a parità di prezzo al minuto, l’acquisto di ricariche di piccolo taglio comporta un incremento del prezzo complessivo anche sensibilmente superiore rispetto a quello applicato per i tagli di importo maggiore."

Il Movimento Difesa del Cittadino ha dichiarato che "si avvicina la resa dei conti". Sulla stessa lunghezza d'onda anche Andrea D'Ambra, promotore della petizione, che ha commentato: "Plaudiamo all'intervento dell'Antitrust e ora gli operatori si adeguino abolendo quest'anomalia tutta italiana!"


 

 

 


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