Magari non farà piacere
a quelli di Microsoft, ma c'è un sacco di gente che usa ancora
Windows 98 e ha ignorato sia Windows ME, sia il nuovo, sfavillante,
ultra-animato Windows XP per una lunga serie di ragioni, dai
costi alle procedure di attivazione ai requisiti eccessivi delle
nuove creature di Redmond.
Fra questi ci sono anch'io, perché sono
taccagno, perché mi sono stancato di studiare le trovate (leggasi
vulnerabilità) sempre nuove nascoste in Windows e preferisco
dedicare il mio tempo a studiare Linux, e perché comunque
una partizione Windows mi fa sempre comodo per i miei esperimenti
e per le rare volte in cui mi serve la sicura compatibilità
con Windows.
Se per caso siete retrogradi come me, leggete
oltre, altrimenti saltate pure a un altro
articolo.
Indagando su un virus, Opaserv,
uscito alcuni giorni fa, ho scoperto che sfrutta una falla
di Windows (versioni 95/98/ME) che ha dello stupefacente per
diffondersi a tutte le macchine della rete locale. L'utente
diligente che condivide file e stampanti adotta la precauzione
di proteggere queste risorse con una password di condivisione,
ma in realtà quella password è una cortina di fumo, perché
è facilissimo indovinarla.
Infatti Windows (95/98/ME) ha un difetto
colossale nel metodo di verifica della password: non ne controlla
la lunghezza. Mettiamo che il computer A di Angelo voglia
condividere una cartella del computer B di Beatrice. A dice
a B: "la password è lunga un carattere ed è 'à".
Sapete B come gli risponde? B si fida della
lunghezza comunicata da A (sì, avete letto bene), guarda la
password effettiva e ne legge soltanto il primo carattere
(perché leggere oltre, visto che A gli ha detto che la password
ha quella lunghezza?). Se il carattere non è quello indicato
da A, gli risponde "no, non è la password giusta";
se A ha indovinato, B risponde "giusto, ma c'è qualcosa
che non va lo stesso".
Stando così le cose, basta procedere per
tentativi: il computer A dice "la password è lunga
1 ed è 'à", "la password è lunga 1 ed è 'b'"...
e così via, finché B gli risponde "giusto, ma c'è
qualcosa che non va lo stesso". Ora A sa la prima
lettera della password di B. Basta ripetere il procedimento
per le lettere successive e in men che non si dica si ottiene
la password completa, così Angelo può leggere e scrivere tutte
le cartelle condivise che Beatrice crede di aver protetto
con una password.
L'intero procedimento può essere automatizzato
con un
programmino come quello che ho appena provato e che mi
ha trovato la password in meno di mezzo minuto. Te la vedi
indovinare sotto il naso, una lettera alla volta.
Microsoft ha rilasciato la correzione mesi
fa, per cui consiglio vivamente a chi usa Windows 95/98/ME
di installarla!
Altre informazioni sono disponibili presso
Security
Friday e Nsfocus.