Netbook, cinque ultraportatili in prova
lunedì 15 febbraio 2010
Negli ultimi anni i netbook hanno conosciuto uno straordinario successo. Il motivo è semplice: sono piccoli, leggeri, hanno il prezzo contenuto e assicurano una grande trasportabilità. Sono ideali per navigare in Internet, per utilizzare applicazioni legate al lavoro di ufficio o per editare documenti. L'altra faccia della stessa medaglia è costituita dalle prestazioni. Mostrano dei limiti, infatti, con i software avidi di risorse, con i programmi di fotoritocco, montaggio video o se utilizzati per processare filmati in alta definizione.
La maggior parte dei mini portatili basati su piattaforma Intel Atom consumano poco, sono a basso consumo energetico, ma anche lenti. Con l'introduzione dei nuovi processori Intel CULV (Consumer Ultra-Low Voltage) le prestazioni sono migliorate. E' possibile avere netbook più potenti che presentano una autonomia da due a quattro volte superiore a quella offerta dai netbook tradizionali.

E' preferibile un netbook o un notebook?
E' questa la domanda che spesso si sentono rivolgere gli addetti al settore. Come accennato, i netbook non sono adatti per eseguire applicazioni complesse che richiedono un intenso assorbimento di risorse. Sono utili soprattutto per coloro che sono spesso in movimento con la necessità di utilizzare la posta elettronica, programmi di ufficio ed essere sempre connessi alla Rete.
Se esistono esigenze diverse conviene rivolgere la propria attenzione a un notebook. Un portatile base costa circa 150 euro in più di un netbook, ma offre prestazioni sicuramente superiori. Un notebook di fascia intermedia, con un prezzo di circa 600 euro, è ancora più performantee ed offre, ad esempio, le caratteristiche ideali per riprodurre anche i giochi 3D recenti senza fastidiosi scatti. Di contro, però, c'è il fattore peso che in un notebook è quasi il doppio. In commercio si trovano dei modelli a basso consumo di energia, molto più leggeri, ma hanno dei costi decisamente alti rispetto a quelli di un netbook. Esiste, però, qualche eccezione che vedremo più avanti.
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